Negli ultimi Rapporti OAD (Osservatorio Attacchi Digitali) – AIPSI si segnala una forte crescita, rispetto agli anni scorsi, degli attacchi digitali e del rischio cibernetico, crescita che è avvenuta anche in Italia, come risulta dai dati forniti dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni.
Nella classifica mondiale del World Economic Forum - WEF, i rischi di tipo cibernetico sono stati collocati all’ottavo e comprendono diverse casistiche:
- Risultati negativi dalla frontiera ICT: conseguenze negative, intenzionali o involontarie, dei progressi tecnologici su individui, imprese, ecosistemi e/o economie.
- Guasto/caduta di un’infrastruttura ICT che supporta informazioni critiche: deterioramento, sovraccarico o arresto di infrastrutture o servizi fisici e digitali critici che comportano il guasto di Internet, dei dispositivi cellulari, dei servizi pubblici o dei satelliti.
- Disuguaglianza digitale e mancanza di accesso ai servizi: accesso frammentato o ineguale alle reti e alle tecnologie digitali derivante da investimenti insufficienti e da un basso livello delle competenze digitali, potere d’acquisto insufficiente o restrizioni governative sulle tecnologie.
- Concentrazione del potere digitale: concentrazione di risorse, capacità o conoscenze digitali critiche tra un numero limitato di individui, aziende o stati che possono controllare l’accesso alle tecnologie digitali e richiedere prezzi discrezionali.
- Criminalità informatica diffusa e cyber insicurezza: spionaggio informatico o crimini informatici sempre più sofisticati. Include, ma non è limitato, a: perdita di privacy, furto o frode di dati, spionaggio informatico.
Nel quadro geopolitico attuale, inoltre, altri fattori hanno aggravato la situazione. In particolare si fa riferimento alla crescente tensione tra l’occidente democratico e liberale ed altri stati che non lo sono, con le annesse guerre attualmente in corso in Ucraina e a Gaza. In ambito economico, assistiamo al potenziamento del potere politico di alcune grandissime aziende multinazionali a discapito degli stessi Stati. La diffusione di tecnologie emergenti, in primis quelle relative all’intelligenza artificiale, che pur offrendo significative innovazioni, da un lato introducono nuove vulnerabilità e rischi in quanto base di nuove tecniche di attacco.
Tutte le minacce cibernetiche comunque, intenzionali e non, si basano su vulnerabilità che possono essere categorizzate in tecniche, delle persone, dell’organizzazione. Le vulnerabilità delle persone, amplificate dalle vulnerabilità organizzative, rappresentano ancora i rischi più diffusi e gravi. Per le vulnerabilità personali lo strumento di contrasto più importante è la formazione continua e la consapevolezza che, nell’uso dei sistemi informatici, occorre comportarsi sempre in maniera attenta ed etica, seguendo le indicazioni che dovrebbero essere state divulgate dall’azienda/ente in termini di policy, linee guida e procedure organizzative. In Italia tale consapevolezza è ancora carente, così come lo sono le competenze specialistiche informatiche, cui si aggiunge, a livello generale, un ancor forte gender gap.
In risposta a questo quadro generale, la Regione Toscana ha finanziato varie attività formative in ambito digitale, fra cui il progetto IFTS S.CU.D.I. – tecniche per la SiCUrezza Delle reti e dei sistemI (progetto finanziato con Decreto n. 12415 del 27-05-2024), che si è reso meritevole, per la struttura e la coerenza progettuale, ai fini della diffusione delle competenze informatiche.
Leggi l'estratto dall'INDAGINE FABBISOGNI FORMATIVI 2024–2026 - SEZIONE C svolte dal Laboratorio Archimede S.r.l. (dic. 2025)

